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Cala il sipario sull’esterometro per la fattura elettronica, almeno nella sua configurazione classica.  

Addio all’invio trimestrale dei dati delle fatture transfrontaliere all’Agenzia delle Entrate: a partire dal primo gennaio 2022, le informazioni relative alle cessioni e prestazioni effettuate verso e da soggetti non stabiliti ai fini IVA in Italia (art. 1, comma 3-bis, primo periodo, del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127), andranno trasmessi telematicamente tramite Sistema di Interscambio, utilizzando il formato XML già in uso per l’emissione delle fatture elettroniche. 

Esterometro fattura elettronica: ecco cosa cambia 

La novità è prevista dall’articolo 1, comma 1103, della legge di Bilancio 2921 (legge 178/2020), il quale mette nero su bianco le nuove regole su cui si baserà in futuro la trasmissione dei dati alle Entrate: 

  • nel caso di operazioni attive verso i soggetti non stabiliti in Italia, entro i normali termini legislativamente fissati per l’emissione delle fatture che ne certificano i corrispettivi (in linea generale, dodici giorni dalla data di effettuazione dell’operazione o il diverso termine stabilito da specifiche disposizioni come le fatture differite). 
  • nel caso di operazioni passive ricevute da cedente o prestatore estero, entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento dei documenti cartacei comprovanti l’operazione o di effettuazione delle operazioni. 

 Il rispetto delle nuove regole è obbligatorio ed allinea le tempistiche di trasmissione dei dati delle operazioni con l’estero alle annotazioni da effettuare per le medesime operazioni sui documenti contabili e fiscali. Consente, inoltre, all’Agenzia delle Entrate di elaborare in modo più completo le precompilate relative ai registri/dichiarazioni IVA. 

Appare dunque chiaro che le nuove regole sull’esterometro relativo alla fattura elettronica influenzeranno, seppur con modalità diverse, sia la gestione delle fatture attive sia quella delle fatture passive. 

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Come cambia la gestione delle fatture verso clienti esteri dal 1° Gennaio 2022  

Nello specifico, dal 1° gennaio 2022, diviene obbligatorio inviare al SDI le fatture emesse verso clienti esteri con il campo codice destinatario compilato con il valore “XXXXXXX”. Poiché la finalità è solo di natura contabile e SdI non provvederà alla consegna di dette fatture, rimane a carico dell’azienda emittente l’onere di consegna ai propri clienti nella modalità usuale. Importante evidenziare, anche, che le tempistiche per la trasmissione sono le medesime delle fatture italiane: 12 giorni dalla data operazione se la fattura verso il soggetto estero è immediata, entro il 15 del mese successivo per la fattura differita. 

Come cambia la gestione delle fatture da fornitori esteri dal 1° Gennaio 2022  

Diverso il discorso relativo alle fatture passive, che il fornitore estero continuerà a emettere secondo le modalità concordate tra le parti . In questo caso il soggetto passivo, che riceverà una fattura (cartacea, PDF, EDI o Peppol) dal suo fornitore estero, dovrà generare un documento elettronico in formato XML e trasmetterlo all’Agenzia tramite lo SdI entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento, in tempo utile per poterne tener conto nella liquidazione IVA. 

In particolare, il tipo documento da trasmettere dovrà essere uno dei seguenti:

  • TD17integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero; 
  • TD18integrazione per acquisto di beni intracomunitari; 
  • TD19 integrazione/autofattura per acquisto di beni ex articolo 17, comma 2, del Dpr 633/72. 

I TD suddetti svolgono una duplice funzione. Da un lato permettono di gestire gli obblighi di integrazione degli aspetti IVA sui documenti di acquisto dall’estero e, dall’altro, assolvono all’obbligo dell’esterometro. Considerando che essi sono redatti sottoforma dell’ormai noto tracciato standard XML delle fatture elettroniche, questa costituisce un’importante opportunità di standardizzazione ed efficientamento.  

Aziende e nuovi obblighi: come farsi trovare preparati? 

Davanti alle novità sull’esterometro per la fattura elettronica, è evidente che le imprese dovranno farsi trovare preparate nei tempi stabiliti. Le software house sono già al lavoro da mesi per analizzare e predisporre specifiche funzionalità in grado di generare,trasmettere allo SdI i documenti elettronici di tipo TD17/TD18/TD19 e monitorare adeguatamente tutti i flussi delle ricevute di ritorno perché in caso di mancato invio l’azienda inadempiente incorre nelle medesime sanzioni previste per l’omessa trasmissione dell’esterometro. 

Dal punto di vista funzionale, per il prossimo 1° gennaio le aziende dovranno essere pronte ad implementare una procedura di questo tipo: 

  • all’atto della ricezione della fattura passiva emessa dal fornitore estero, registrazione con le consuete modalità in prima nota IVA; 
  • al termine della registrazione, e rilevando che si tratta di fattura emessa da un fornitore estero, generazione e trasmissione (in modo immediato o schedulato) del documento XML di tipo TD17/TD18/TD19, quindi acquisizione della ricevuta di tipo RC e successiva archiviazione con collegamento alla registrazione del documento di acquisto che li ha originati.  

Importante notare che, poiché per i documenti di tipo TD17/TD18/TD19 devono essere indicati nel campo del destinatario (cessionario/committente) i dati del soggetto che effettua l’integrazione o emette l’autofattura, tali documenti saranno, a seguire, recapitati dallo SdI allo stesso soggetto passivo che li ha emessi. Le procedure software potranno quindi acquisire le correlate ricevute di ricezione di tipo MT, e collegarle al documento di acquisto da cui si era originato il documento elettronico. 

Non va inoltre trascurato, come anticipato, che le fatture ricevute da fornitori esteri possono pervenire con una molteplicità di formati differenti. La necessità di gestire in tempi brevi le fatture in arrivo da fornitori esteri è una sfida di non poco conto, soprattutto visto che si tratta di fatture ricevute in modalità analogica. Le soluzioni documentali (o i servizi in outsourcing) non solo garantiscono che vi sia un unico hub in grado di centralizzare e rendere uniformi formati eterogenei della medesima tipologia di documento ma supportano l’ufficio amministrativo nelle attività di monitoraggio dei tempi di controllo, approvazione e registrazione delle fatture. 

Questi flussi operativi, qui descritti in termini puramente esemplificativi, potranno essere diversamente declinati a seconda delle peculiarità organizzative di ogni impresa, sfruttando anche le competenze tecniche, archivistiche e normative del provider che verrà scelto per la gestione di questi processi. Webinar-fatturazione-elettronica-europea-e-internazionale

Tags: Fattura elettronica, Area AFC