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Cosa cambia con il NSO da quest’anno? A partire da ottobre 2019 le aziende del Sistema Sanitario dovranno gestire i documenti relativi alle loro azioni di procurement tramite il Nodo Smistamento Ordini, una sorta di postino che si occupa di recepire e inviare ricevute e pratiche di acquisto o andamento dell’ordine in via totalmente digitale. Questo sistema punta a due obiettivi: da una parte la dematerializzazione, dall’altro la standardizzazione.

 

Obiettivo del NSO: digitalizzazione della PA

Il Nodo Smistamento Ordini, la cui obbligatorietà è stata annunciata il 7 dicembre 2018, è un sistema utile per gestire in via digitale i documenti informatici che attestano sia l’ordinazione sia l’esecuzione degli acquisti tra gli enti del Sistema Sanitario Nazionale e i fornitori. Un importante strumento di public procurement che assume la rilevanza di un ulteriore gradino nel percorso di trasformazione digitale della PA. Dal 1° ottobre 2019 infatti i documenti degli enti sanitari in questo ambito saranno inviati obbligatoriamente in via telematica.

L’obiettivo è quello di digitalizzare sempre di più le procedure, un esempio del percorso che si sta compiendo è l’introduzione a gennaio 2019 dell’obbligo di fatturazione elettronica, che ha sostituito il precedente modo di fatturare in via cartacea.

 

Verso un mercato digitale europeo comune

Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha stabilito l’adozione del formato elettronico.

XML UBL, standard di riferimento insieme a XML CII, indicato dalla Commissione europea. Da aprile 2019, in seguito alla Direttiva sugli appalti pubblici, questo formato è quello su cui vengono basati gli obblighi di accettazione da parte delle amministrazioni pubbliche europee della fattura elettronica. La scelta del ministero italiano di adottare tale formato esprime dunque un ideale di internazionalizzazione, nel percorso verso il mercato digitale europeo.

Del resto, il formato è stato sviluppato nell’ambito del progetto Peppol - Pan European Public Procurement Online, che mira a fornire ai Paesi membri dell’UE un canale comune per scambiare documenti relativi agli ordini, documenti di trasporto e fatture elettroniche.

 

Come cambiano gli ordini

Ma concretamente, come vengono effettuati gli ordini? Al centro della procedura c’è il messaggio: un file che non contiene codice eseguibile né macroistruzioni, composto dalla busta di trasmissione e dal corpo del messaggio che costituisce il documento. Per l’emissione e la trasmissione dei documenti, come spiegato nelle regole tecniche messe a disposizione online dalla Ragioneria dello Stato, esistono quattro tipi di documento. Questi sono:

  • - l’ordine per l’acquisto di beni e servizi emesso dal cliente-mittente e indirizzato al destinatario, cioè il fornitore della PA
  • - l’ordine pre concordato, che viene emesso dal fornitore che assume in questo caso il ruolo di mittente in accordo con il cliente-destinatario
  • - la risposta, attraverso la quale il fornitore (in questo caso mittente del documento) indica l’accettazione dell’ordine, il rifiuto dell’ordine, oppure può apportare modifiche
  • - l’ordine di riscontro, attraverso cui il cliente può dare conferma a una risposta con modifiche del fornitore, declinarla oppure sostituirla. Le azioni valgono anche per gli ordini pre concordati

Risposta e ordine di riscontro sono due documenti non obbligatori, ma da creare e inviare solo se si presenta una reale necessità di modificare o declinare una procedura.
I processi di business che è possibile creare attraverso il Nodo Smistamento Ordini sono realizzati proprio con questi quattro tipi di documento.

 

Tre sono le strade a disposizione:

  • - ordinazione semplice, cioè con l’utilizzo di un solo documento che corrisponde all’ordine
  • - ordinazione pre concordata, con l’utilizzo di due documenti cioè l’ordine pre concordato e l’ordine di riscontro per accettazione, rifiuto o modifica
  • - ordinazione completa, che prevede l’utilizzo di tre documenti: ordine, risposta e ordine di riscontro

NSO si occupa dell’identificazione del messaggio, rilasciando un identificativo di transazione e validandolo. Il Nodo Smistamento Ordini, infatti, verifica che il messaggio sia regolarmente formato e contenga informazioni coerenti. Le PA possono procedere al pagamento solo se i documenti contenuti nel messaggio sono stati validati dal NSO.

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Tags: Sanità, NSO