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Lo screening CV (o screening curriculum) è la chiave che apre le porte dell’azienda ad ogni potenziale nuovo addetto, consentendogli l’ingresso “nella hall” in attesa di un successivo inserimento ufficiale. come il primo appuntamento: l’occasione che fa scattare o spegne la scintilla, con la differenza che qui la scelta non si fonda su sentimenti e sensazioni, ma su strategie di business, necessità operative e politiche di fit culturale. Requisiti rigorosi, che devono essere rispettati per evitare all’organizzazione ripensamenti, problemi legali, rotture premature di rapporti e sprechi di tempo e risorse.

La scelta della persona giusta, quella che più di chiunque altro possiede le caratteristiche formative, culturali e professionali ricercate, non è un’operazione facile. Mentre i talenti di alto livello si offrono al mercato e le richieste delle imprese si fanno sempre più ambiziose e puntuali, il recruiting diventa più competitivo che mai: per le aziende si fa dunque cruciale curare al meglio questa fase dell’Employee Lifecycle, implementando strategie muticanale smart ed efficaci, capaci di garantire l’ingaggio dei migliori professionisti e creare al contempo una candidate experience positiva.

Screening CV: curarlo è essenziale

Ma non è qui che si decreta il successo del recruiting. La bontà del processo si palesa infatti solo dopo, quando le possibili candidature si confrontano con il tavolo dell’HR, dimostrando la loro effettiva rispondenza alle aspettative. È qui che diventa decisivo lo screening CV, ovvero il processo di filtro dei candidati arrivati dalla prima fase del recruitment (ovvero dall’attività di sourcing dei candidati passivi o da un annuncio di lavoro pubblicato sul sito o su LinkedIn). Grazie a questa operazione è quindi possibile eliminare i candidati che non posseggono i requisiti minimi per proseguire verso le fasi successive del processo di selezione.

Ecco perché curare al meglio questo passaggio può rivelarsi di grande importanza.

Dove vive il candidato? Risiede nelle vicinanze del luogo di lavoro? Possiede il livello di istruzione richiesto? Ha esperienze pregresse? Ha le competenze ricercate?

Rispondere a queste domande con precisione, e soprattutto senza lasciare spazio a dubbi, è essenziale per intercettare la miglior figura fra le proposte, quella che dalla “hall” potrà accedere materialmente all’organizzazione.

Perdite di tempo sempre in agguato

Un annuncio di lavoro ben stilato può attrarre un gran numero di candidati, imponendo all’ufficio HR moli di lavoro particolarmente impegnative: se pensiamo che in media un job ads riceve circa 250 curriculum da gestire per intero in tutte le fasi successive alla ricezione delle candidature, che grandi aziende come Google ricevono circa 75.000 CV alla settimana (fonte: Visibility Magazine) e che di frequente un cospicuo numero di candidati, pur non avendo i requisiti minimi richiesti nell’annuncio di lavoro, manda ugualmente la propria candidatura per l’annuncio pubblicato, è evidente che i rischi di perdite di tempo sono dietro l’angolo per chi si occupa di selezione del personale. Soprattutto a fronte dell’alta spendibilità dei migliori talenti sul mercato, costantemente “stuzzicati” da proposte potenzialmente in concorrenza.

Realizzare al meglio lo screening CV non è quindi una semplice ottimizzazione dei tempi: è un modo per alleggerire l’interno processo in capo al recruiter, semplificando tutte le fasi successive (come quella della valutazione vera e propria dei candidati) e velocizzare l’intero processo di reclutamento.

Digitalizzare per rendere più efficiente lo screening CV

E allora, esiste un segreto per efficientare lo screening CV in modo decisivo? La parola d’ordine, sembrerà ormai un mantra, è sempre la stessa: digitalizzare. E in particolare farlo con riguardo a documenti e processi.

Dotare l’azienda di strumenti tecnologici appropriati, in grado di farsi carico delle operazioni base dello screening CV, è il primo passo per aumentare la produttività della fase di recruiting in direzione di risultati soddisfacenti.

Avvalersi di piattaforme digital consente, ad esempio, di interrogare il database dei candidati con keywords e query specifiche, ordinando l’elenco dei candidati sulla base di percentuali di ranking decrescenti e sempre verificabili. Questo permette di ridurre le candidature a una rosa più ristretta, velocizzando la fase di selezione del personale per rispondere tempestivamente alle esigenze dell’azienda o del cliente finale.

Entrando nel merito, è opportuno sottolineare che i CV sono documenti e lo screening CV è un processo. Questo significa che l’ufficio risorse umane può ricavare grandi benefici da una piattaforma digitale per la gestione di documenti e processi. Tipicamente lo screening CV si articola in più passaggi; una prima scrematura dei curricula è effettuata da HR. Le candidature che superano positivamente questa fase giungono nella scrivania del Business Unit Manager che, effettuato un ulteriore controllo, selezionerà i profili più interessanti eventualmente da conoscere meglio tramite un colloquio conoscitivo.

Lo screening CV svolto in modo analogico, oltre ad essere un’attività tipicamente destrutturata, tra fogli sulla scrivania e proliferazione di messaggi di posta, è un’attività estremamente dispendiosa in termini di tempo che ha ampi margini di efficientamento. Un sistema digitale per la gestione di documenti e processi si integra ai touchpoint di raccolta CV aziendali – sito, portale documentale, e-mail, PEC, LinkedIn – garantendo l’archiviazione istantanea dei profili e la possibilità di consultarli rapidamente.

Inoltre, grazie a task e a workflow, le interazioni collaborative tra HR e direttore di BU sono totalmente digitalizzate e personalizzabili, grazie a tool user friendly che consentono di costruire il percorso delle attività in modalità drag & drop e senza che siano necessarie competenze di programmazione ma con possibilità di creare flussi.  

L’importanza di un workplace digitale per HR

Una soluzione particolarmente efficace, in questo senso, è dotare l’azienda di una piattaforma HR che gestisca l’intero Employee Lifecycle.

L’automazione di tutte le operazioni relative alle risorse umane trasferisce infatti all’organizzazione una serie di importanti vantaggi:

  • risparmia risorse ed evita sprechi o ridondanze;
  • libera spazio fisico, eliminando la carta;
  • facilita la collaboration;
  • velocizza la produzione e la gestione delle pratiche;
  • remotizza e rende più rapida la sottoscrizione di documenti;
permette di svolgere passaggi cruciali - come appunto lo screening CV - da remoto, in caso di smart working degli addetti HR.
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In questo quadro, un digital workplace HR consente di dotare l’ufficio risorse umane di strumenti che ne rendono più efficienti le operazioni, compreso lo screening CV. Poter infatti disporre di un database curriculum digitale, affiancato dal processo di firma elettronica dei contratti HR (integrato nella piattaforma di gestione documentale), permette di snellire i flussi approvativi e rendere più rapide le fasi di selezione (facilitando lo screening curriculum), assunzione e gestione contenziosi.

Inoltre, grazie alla digitalizzazione delle attività a minor valore, il futuro HR può spostare il focus operativo sulle attività core: liberando risorse è infatti possibile dedicare più tempo a progetti e operazioni chiave, dando spazio a competenze e idee di spessore strategico.

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